Gli strumenti musicali (4): la kithàra

kithara
Nike in volo che suona una kithàraNeck-amphora, Christie’s Market inv. 45143 (500-450 a.C.)

«Fa che io esegua un canto armonioso, quando io prenda la cetra sonora e per le mie amiche … cose belle, o Musa, io canti.»

[Sapph. 58b Voigt, vv. 7-8. Trad. it. G. Tedeschi]

Ogni volta che parlo della kithàra mi vengono in mente questi splendidi versi della poetessa greca Saffo…

In realtà in questi versi la cetra è indicata con la parola πᾶκτιν (paktin) che letteralmente significa arpa, ma deve essere intesa come sinonimo di  kithàra (κίθαρα o κίθαρις).

Iniziamo…

Gli strumenti musicali nell’antica Grecia sono numerosi e le immagini vascolari sono una fonte essenziale per capirne struttura e utilizzo.

La kithàra fa parte della sezione dei cordofoni ed infatti è uno strumento a corde, usata solo da suonatori professionisti e nelle competizioni musicali. Raramente è descritta nelle fonti letterarie, ma è tuttavia largamente rappresentata nella produzione vascolare greca. Come ogni altro strumento ha subito un’evoluzione della forma, che diverrà canonica dal VI secolo a.C.

Presenta un’altezza di 70-80 cm e una larghezza di 50 cm circa ed era suonata con un plektron, attaccato allo strumento tramite una cordicella (vedi immagine di copertina).
È costituita da una cassa di risonanza trapezoidale con la base minore posta in basso. La base maggiore presenta o una forma rettilinea, o concava, o formata da due curve congiunte. I tre esempi che seguono ci mostrano i diversi tipi:
  • L’anfora del Pittore di Berlino mostra un uomo con una kithàra avente la base maggiore  rettilinea.
kithara_rettilinea
Berlin Painter, anfora, Roma – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia inv. MET3 (500-450 a.C.)
  • La squat lekythos del Pittore di Meidias mostra il musicista mitico Tamira (o Tamiri) con una kithàra avente la base maggiore concava.
kithara_base concava
Meidias Painter, squat lekythos, Basel -Antikenmuseum und Sammlung Ludwig inv. BS462, (425-375 a.C.).
  •    La lekythos del Pittore di Brygos mostra un uomo che canta e suona una kithàra avente la base maggiore formata da due curve congiunte.
kithara_linee congiunte
Brygos Painter, lekythos, Bochum – Ruhr Universitat, Kunstsammlungen inv. S1201 (500-450 a.C.)

Dalla cassa sporgono due bracci, collegati in alto ad una traversa in legno (45-50 cm) ma che la superano di circa 10 cm.

Su di essa erano avvolte le corde, tese su un piccolo ponte (magas) e attaccate al chordotonion, posto nella parte inferiore della cassa e di forma rettangolare. Le estremità della traversa presentano due manopole, usate per applicare o sostituire le corde.

La parte anteriore della cassa è piatta, quella posteriore è convessa e con uno spigolo al centro, utile per sorreggere lo strumento (nota la parte posteriore convessa e lo spigolo nella hydria del Pittore di Shuvalov, visibile solo perché lo strumento è rappresentato di profilo).
kithara_profilo
Shuvalov Painter, hydria ARV² 1212.5 (450-400 a.C.)

Sulla cassa sono presenti a volte dei fori armonici, non essenziali per la sonorità, che nelle immagini vascolari sono raffigurati come cerchi, croci o occhi, quest’ultimi visibili nel  vaso che segue:

kithara fori occhi
Pistoxenos Painter, skyphos ARV² 862.30 (475-425 a.C.)

 

Lo strumento, infine,  presenta un complesso meccanismo di tasselli di rinforzo per mantenere in tensione le corde e molti studiosi hanno ipotizzato la presenza di lamelle vibranti (in avorio, in corno o in metallo) poste nella cassa per amplificarne la sonorità.

kithara_kalos
Pan Painter, pelike, New York – Solow Arte and Architecture Foundation inv. 2460 (500-450 a.C.). Nota la scritta kalos (bello) sul gradino, per approfondire vai al post Bello, bellissimo, anzi… kalós!
DIFFERENZE CON LA LYRA

Spesso la khitàra è confusa con un altro strumento a corde, la lira, ma in realtà ha le seguenti caratteristiche che la differenziano:

  • è uno strumento più complesso
  • cassa di risonanza in legno, più grande e a forma di trapezio
  • dimensioni maggiori
  • suono più ampio e altisonante
  • diverso numero di corde
  • per suonatori professionisti
  • usata nelle competizioni musicali

Anch’essa, tuttavia, come abbiamo visto, era suonata con un plektron.

Un’immagine della lira ci aiuterà a capire all’istante la sua semplicità  rispetto alla kithàra:
lira_1.jpg
Eros con una lyra. Providence Painter, lekythos, Sotheby’s Market inv. 7460 (475-425 a.C.)

***

Per un approfondimento ti consiglio la lettura di La kithara greca nei documenti archeologici di S. Sarti e Storia della musica. The New Oxford History of Music, Vol. 1 a cura di Egon Wellesz.

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N.B. Tutte le immagini dei vasi e delle gemme di questo articolo sono tratte dal Beazley Archive

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7 Commenti

    1. Grazie a te per questo commento ed è meraviglioso sapere che riesco a coinvolgere anche i “non addetti ai lavori” del settore. Lo scopo del sito e degli articoli del blog è diffondere la mia passione per la ceramica antica e instaurare un dialogo costruttivo con tutti voi: oggi posso dire “missione compiuta!”. La cultura non è fatta solo di parolone incomprensibili e testi noiosi, prima di tutto è fatta di passione e voglia di condivisione! Grazie ancora e benvenuto in questo blog…

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