Il pittore di Teseo, un mostro e un brigante

Chi era il Pittore di Teseo?

Il Pittore di Teseo è un ceramografo attico a figure nere, operante nei due decenni intorno al 500 a.C.

Dipinge prevalentemente skyphoi e lekythoi e la sua opera è quasi esclusivamente votata alle imprese di Teseo e di Herakles. Vi è l’assenza quasi totale di figure femminili e divinità, ad eccezione di Dioniso. Mostra anche interesse per le scene quotidiane e grande attenzione per le immagini di animali e creature fantastiche.

Secondo E. Paribeni (Enciclopedia dell’Arte Antica VII, 1965, pp. 752-753) il pittore possiede un linguaggio privo di ogni raffinatezza e con qualche tocco di umorismo.

 

La lekythos del Pittore di Teseo della Collezione Gorny & Mosch

Un esempio della sua arte è la lekythos della Collezione Gorny & Mosch (Gorny & Mosch, Giessener Munzhandlung GMBH: 13.12.2017, 47, n. 30) e sulla quale sono raffigurati due episodi mitici: la lotta di Teseo contro il Minotauro e quella contro Procruste.

 

Foto da Archivio Beazley.

 

In entrambe le scene è visibile lo stesso schema iconografico: l’eroe incede verso destra armato e con la sinistra afferra l’avversario già in ginocchio e sconfitto.

Entrambi i miti hanno come elemento in comune la sanguinaria ferocia degli sconfitti.

 

Il Minotauro e Procruste

Il Minotauro, il cui vero nome era Asterione, era un mostro con corpo umano e testa di toro. Era figlio di Pasifae moglie del re di Creta Minosse, e di un toro, col quale riuscì ad accoppiarsi grazie alla costruzione di una vacca in legno, opera dell’architetto Dedalo. Alla nascita, per la vergogna, Minosse lo fece rinchiudere nel famoso labirinto, anch’esso costruzione dell’architetto. Il labirinto era formato da un sapiente intrigo di sale e corridoi e solo l’inventore sapeva come poter raggiungere l’uscita. Ogni anno Minosse  gli dava in pasto sette fanciulli e sette fanciulle ateniesi, tributo imposto alla città di Atene. Il mostro fu sconfitto da Teseo che riuscì a uscire dal labirinto grazie allo stratagemma di Arianna, figlia di Minosse, che gli diede di un filo da lei tenuto dall’altro capo (P. Grimal, Enciclopedia de di mitologia greca e romana, Garzanti, Milano 2005, p. 424).

 

Teseo contro il Minotauro. Pittore di Teseo, lekythos attica a figure nere (500 a.C. circa), Monaco, market, Gorny & Mosch. Foto da Archivio Beazley.

Procruste, invece, era un brigante che viveva sulla strada che da Megara portava ad Atene. Egli possedeva due letti, uno grande e uno piccolo, e costringeva i passanti a stendersi su uno di essi: agli uomini alti tagliava i piedi per farli entrare nel letto piccolo, i bassi erano posti in quello grande allungando loro le membra (P. Grimal, Enciclopedia de di mitologia greca e romana, Garzanti, Milano 2005, p. 537).

 

Teseo contro Procruste. Pittore di Teseo, lekythos attica a figure nere (500 a.C. circa), Monaco, market, Gorny & Mosch. Foto da Archivio Beazley.

 

Analizziamo i particolari…

Le armi impugnate dall’eroe variano nelle due scene del vaso: contro il Minotauro sfodera una spada, contro Procruste una doppia ascia, ma visibile sul fianco sinistro è anche la spada ancora nel fodero. In effetti spada, doppia ascia e lance sono attributi iconografici dell’eroe in esame.

Le scene sono incorniciate da rami dell’albero posto al centro e come divisore di esse.

Da notare in entrambe le scene il krobylos dell’eroe: esso consiste in una articolare acconciatura con la quale i capelli sono raccolti in modo da creare un grande chignon verticale fermato al centro da un nastro attorno alla testa.

Questa lekythos è un capolavoro della ceramica attica e racchiude in sé due miti fondamentali per la città di Atene, liberata da Teseo da due grandi mostri. Uno per scelta, l’altro per nascita.

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