Il mito di Argo dai cento occhi

Chi era Argo?

Argo era un gigante dell’Argolide, con una forza prodigiosa e dotato di cento occhi, da qui l’epiteto Panoptes (Άργος Πανόπτης, “Argo che tutto vede”). Gli autori antichi non riportano sempre il numero cento, infatti vi sono casi dove ne è citato uno solo, oppure quattro o addirittura due avanti e due dietro la testa.

Le fonti non concordano neanche sui nomi dei genitori, ma sembra tuttavia uno dei lontani discendenti del famoso Argo, figlio di Zeus e Niobe, re del Peloponneso e colui il quale introdusse l’aratura e la semina del grano in Grecia (cfr. Grimal 2005, p. 60).

Argo. Foto da Archivio Beazley.

Il gigante compì numerose gesta che testimoniano la sua forza e il suo coraggio:

  • liberò l’Arcadia dal un terribile toro mostruoso che devastava la regione;
  • uccise un satiro che rubava le mandrie degli Arcadi;
  • uccise Echidna, terrificante mostro femminile serpentino che rapiva i passanti.

Di certo, tuttavia, il mito che lo rese celebre fu quello legata alla vicenda amorosa di Zeus e Io.

 

Zeus e Io

Il mito narra che il Panoptes fu incaricato da Era di sorvegliare incessantemente Io, una delle amanti di Zeus, il quale la sottrasse all’ira della moglie trasformandola in giovenca.

La caratteristica del nostro protagonista, infatti, è che i suoi occhi non si chiudevano tutti contemporaneamente e ciò faceva di lui il guardiano perfetto allo scopo!

Per ordine di Zeus, purtroppo, Ermes uccise Argo e liberò così Io. Grazie a questa impresa, Ermes è definito con l’epiteto Argifonte, cioè “l’Uccisore di Argo”.

Era allora si accanì contro la giovane che, infatti, fu costretta a girovagare senza tregua a causa del morso di un terribile tafano mandato dalla dea.

Per onorare Argo, invece, Era trasportò i suoi cento occhi sulla coda del pavone, animale a lei consacrato.

Foto da libriantichionline.com.
Ceramica attica

In genere Argo è raffigurato nello scontro con Ermes. Le variazioni sul tema consistono nella posa dei due protagonisti e nella presenza di personaggi correlati al mito, come Io, anche trasformata in giovenca, o Zeus.

La sua figura è quasi sempre rappresentata col corpo ricoperto di occhi, ma vi sono casi nei quali è raffigurato con due teste, l’una dietro l’atra, a testimoniare come egli avesse una vista a 360°.

Nell’Archivio Beazley sono una trentina i reperti che presentano lo scontro tra Argo e il dio.

Vediamo quattro esempi per apprezzarne le varianti sopracitate:

1.STAMNOS DEL KUNSTISTORISCHE MUSEUM DI VIENNA (inv. IV 3729)

Da notare come qui Io è raffigurata erroneamente come un toro invece che come una mucca!

Foto da Kunsthistorisches Museum.

 

2. PELIKE DEL MUSÉE DU LOUVRE (inv. G229)

Foto da Archivio Beazley.
Foto dal LIMC.

3.PELIKE DEL BRITISH MUSEUM DI LONDRA (inv. 1848.6-19.4)

Foto da Archivio Beazley.

 

4.CRATERE A CAMPANA DEL  MUSEO CIVICO DI ARCHEOLOGIA LIGURE DI GENOVA (inv. 1145)

Foto da Archivio Beazley.

 

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