La tessitura nell’antica Grecia

La tessitura nell’antica Grecia

La tessitura, insieme all’amministrazione della casa e alla cura dei figli, era l’attività per antonomasia delle donne ateniesi:

La preparazione della lana e la tessitura delle pezze rettangolari che sono alla base dell’abbigliamento greco costituiscono elementi fondamentali del lavoro femminile. La filatura è in qualche modo un simbolo del sesso femminile e ad Atene, per esempio, la nascita di una bambina è segnalata appendendo un fiocco di lana sopra la porta d’ingresso della casa, come simbolo delle sue future mansioni.

[…]
Dopo aver preliminarmente lavato, cardato e pettinato la lana, la filaccia così ottenuta è sottoposta alla filatura per poi passare alla tessitura. Solo i lavori complementari della follatura e della tintura, affidata a specialisti che operano in manifatture, esulano dei compiti femminili.

         [N. Bernard, Donne e società nella Grecia antica, Carocci, Roma 2011, p.122]

Analizziamo i termini usati dalla studiosa:
1. cardare/cardatura – la lana viene districata e pulita
2. filaccia – è ciò che si ottiene dopo aver cardato, sfilacciato e pettinato l’ammasso di lana pulita
3. filatura – creazione di un filo omogeneo e continuo
4. follatura – il filato ottenuto viene compattato  attraverso l’infeltrimento (immersioni in acqua e sapone e manipolazione tramite battitura, sfregatura e pressatura)
5. tintura – colorazione del filato o del tessuto
Tantissime sono le fonti antiche che citano la tessitura (per esempio Platone, Senofonte, Aristofane e Omero) ed essa è riscontrabile anche nel mito, come nel caso di Pandora, Circe e Penelope:
L’attività che simboleggia più di tutte la philergia (l’«amore per il lavoro», la «laboriosità») femminile è senza dubbio quello della lana, legata alle immagini della Penelope omerica che trascorre giorno a tessere al telaio, o di Arete, la regina dei Feaci impegnata a filare la lana quando il naufrago Ulisse si getta i suoi piedi, o ancora di Elena, di Ecuba e di Andromaca, e perfino delle divine Circe e Calipso. Del resto, in contraddizione con l’attribuzione del vizio della pigrizia alla stirpe delle donne, Esiodo precisa che tra i doni che gli dèi fecero alla prima donna, Pandora, c’era proprio quello della tessitura, abilità trasmessale da Atena, la dea Ergane, «industriosa», patrona delle attività artigianali, tra cui, appunto, la tessitura.
         [M. P. Castiglioni, La donna greca, il Mulino, Bologna 2019, p. 95]
Tessitura e la lekythos abv 154.57
La tessitura è ben documentata anche sulla ceramica attica.
Un esempio è questa splendida lekythos (ABV 154.57), attribuita al Pittore di Amasis, conservata al Metropolitan Museum di New York (inv. 31.11.10) e datata al 550-530 a.C.
Foto da metmuseum.org.
Foto da metmuseum.org.
Foto da metmuseum.org.
Sulla scena sono raffigurate donne intente a questa attività: come un libro illustrato, essa ci mostra tutte le procedure (la pesatura della lana, il filare al telaio e col fuso e il piegare i tessuti realizzati) e ben visibili sono tutti i dettagli del telaio verticale. Ricordiamoci, inoltre, che questo tipo di attività era effettuata in una parte della casa riservata esclusivamente alle donne.
Foto da metmuseum.org.
Foto da metmuseum.org.

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