Hekate Trigemina. Culto, poteri e iconografia

Chi mi conosce sa che ho una vera passione per il mito greco e che nel cuore ho personaggi del calibro di Aiace Telamonio, Circe e Medea. Un altro personaggio che sento vicino è la mistica Hekate. Approfondiamo insieme la sua conoscenza e immergiamoci nella sua grandezza divina…

 

INNO ORFICO I
<A HEKATE>

Invoco l’amabile Hekate protettrice delle strade e dei trivi,

celeste, terrestre e marina, dal peplo color zafferano,

funerea, che con le anime dei morti va baccheggiando,

figlia di Perse, amante della solitudine, onorata dai cervi,

notturna amica dei cani, invitta regina,

simile a belva ruggente, inerme, dall’aspetto tremendo,

onorata da sacrifici taurini, di tutto il mondo sovrana,

egemonica ninfa che alleva fanciulli e frequenta le montagne,

io supplico la vergine di presenziare ai sacri riti

e di essere benevola ai posteri sempre con animo propizio.

[Trad. it. G. Faggin]

 

GENEALOGIA DIVINA

Esiodo e Apollodoro la definiscono Figlia di Perse e di Asteria, discende dalla genealogia dei Titani, figli di Gea e Urano, ma molte sono le varianti in letteratura: secondo la dottrina orfica e il poeta Callimaco era figlia di Demetra, per Bacchilide era figlia di Nyx, la Notte, secondo Museo era figlia di Zeus e Asteria, la dea degli astri.

CULTO

I maggiori centri del culto di Hekate erano Samotracia, Lemno, Atene e Egina, in Tessaglia, Beozia e in Asia Minore. Le erano offerti miele, piccoli animali, cani e pesci.

Hekate è legata al culto dei morti del focolare, come si legge nella Medea di Euripide:

No, in nome della Signora che venero più di ogni altra divinità

E ho eletto a mia complice,

Ecate, che dimora nell’intimità del mio focolare,

nessuno di loro potrà gioire riempiendo di strazio il mio cuore.

[…]

Forza Medea!

Non risparmiare nessuna delle arti in cui sei esperta

[E. Med. 395-402. Trad. it. A. Tonelli]

Il ritorno di Persefone dagli Inferi alla presenza di Hermes, Demetra con scettro e Hekate con fiaccole. Foto da Archivio Beazley.
Hekate e il mondo degli Inferi

Hekate è, quindi, strettamente collegata al modo degli Inferi e il legame con Demetra e Persefone è documentato in Callimaco, il quale afferma che ella cercò Persefone negli Inferi dopo il rapimento da parte di Ade, e nell’Inno a Demetra, in cui si legge:

Soltanto la figlia di Perseo la sentì dal suo antro,

Ecate dalla candida mente, dal velo splendente;

anche il dio Elios, luminoso figlio di Iperione, la sentì

invocare il nome del padre Cronide […]

[h. Hom. h. Cer. 2, 24-26. Trad. it. G. Zanetto]

Hekate punisce il defunto negli Inferi. Foto da Archivio Beazley.

 

L’inno, nel descrivere il momento in cui Demetra e Persefone si riunirono, così prosegue:

Venne loro vicino Ecate dal velo splendente,

e abbracciò stretta la figlia dell’augusta Demetra:

da allora la dea è sua battistrada a sua scorta.

[h. Hom. h. Cer. 2, 398-440. Trad. it. G. Zanetto]

Hecate, quindi, fa parte del seguito di Persefone, è una divinità ctonia, ma sarà solo in epoca tarda che assumerà caratteristiche sinistre di una divinità della notte, che vaga tra le tombe dei morti, sulle quali consuma il suo pasto, e che poteva trasformarsi in animali legati a tale sfera, quali cane e lupo.

Il carattere ctonio è riscontrabile anche nelle piante e animali a lei sacri (tasso, agio, asfodelo, croco e mandragora, cane e lupo) e nel suo avere uno stuolo di fantasmi e entità oscure al suo seguito.

Hekate con cane. Foto da Archivio Beazley.

 

Per questo suo carattere notturno, spesso è connessa anche a Selene, personificazione della Luna, divinità spesso accomunate e invocate nei riti magici. Probabilmente, quindi, i suoi epiteti sono legati alle tre fasi lunari di luna crescente, piena e calante: in effetti in uno scolio ad Euripide si legge che quando la luna è al suo terzo giorno è chiamata Selene, al sesto Artemide, al quindicesimo Hekate.

Era, quindi, una dea lunare legata al mondo dei morti e che presidiava, infine, alle pratiche magiche.

 

POTERI

Per capire l’importanza di Hekate e i suoi poteri, fondamentale è il cosiddetto “inno a Hekate” (Esiodo, Theogonia, 409-452): ella è descritta come colei che esaudisce le preghiere che le si rivolgono e tra i suoi poteri leggiamo che dona prosperità, benessere, eloquenza nelle assemblee politiche, vittoria in battaglia e negli agoni sportivi, procura pesca abbondante ai pescatori e propizia il bestiame e protegge i giovani.

Si evince come per Esiodo fosse una divinità benevola che il suo potere si estendesse su cielo, mare e terra, un potere non dato né scalfito da Zeus bensì rispettato e onorato.

Sovrintendeva ai crocicchi, luoghi magici per antonomasia, dove in suo onore si erigeva una statua con triplice aspetto.

La dea, infine, mandava visioni e incubi e poteva indurre alla follia.

 

HEKATE E LA MAGIA

In quanto protettrice della magia che guida e istruisce nella preparazione dei φάρμακα, a Hekate erano devoti Medea, sua sacerdotessa, in grado coi farmaci così prodotti di domare il fuoco, fermare le acque e incantare gli astri, Orfeo, che aveva fondato culti misterici in suo onore nella città di Egina, e Simeta, che la evoca nel preparare i propri filtri.

Come dea che presiede alla magia e agli incantesimi, a Hekate sono sacri l’olivo, il frumento, il papavero, l’aconito, il ciclamino, il croco, la mandragora e la verbena, oltre i già citati tasso, agio, asfodelo e croco.

Al ciclamino è associata una forte valenza magica. Nel tubero, infatti, è presente la ciclamina, velenosa per l’uomo: anche questa è quindi una pianta che accoglie in sé l’ambivalenza vita/morte tanto importante nel contesto magico-sacrale.

Come il ciclamino, anche la verbena era pianta sacra a Hekate perché considerata estremamente potente contro tutti i mali ed era usata largamente nei riti purificatori, afrodisiaci, divinatori e apotropaici.

ICONOGRAFIA

Hekate è rappresentata come una giovane con tre volti e tre teste (da cui gli epiteti Tricipite, Triforme, Trigemina), con cani e  fiaccole, con le quali uccise Clizio nella lotta tra Giganti e dei.

Hekate con fiaccole. Foto da Archivio Beazley.

 

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