Le leggiadre ninfe. Classificazione, culto e iconografia

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Lewis Painter, Ninfa su roccia (475-425 a.C.).  Brussels, Museess Royaux (inv. R258). Foto da Archivio Beazley.
Le ninfe, leggiadre creature del mito, hanno da sempre affascinato uomini e dei.

Abbiamo in passato parlato nello specifico di alcune di esse (Menthe, Siringa, Dafne), ma scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere…

DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

Sono divinità secondarie, personificazioni delle diverse manifestazioni della natura, non sono immortali come gli dei e sono protagoniste di molti miti, spesso da ricondurre ai loro amori.

CLASSI

Si distinguono a seconda dell’elemento rappresentato:

 1. NINFE DEL MARE
  • OCEANINE – dell’oceano.
  • NEREIDI – del Mar Mediterraneo.
2. NINFE DELLE ACQUE o Idriadi
  • NAIADI – delle sorgenti, donavano fecondità alla terra e proteggevano le unioni matrimoniali.
  • PEGEE – delle sorgenti nate dalle profondità della Terra.
  • POTAMIDI – di fiumi.
  • AVERNALI – dei fiumi degli Inferi.
  • CRENEIDI –  delle fonti.
  • ALIADI – delle paludi.
  • LIMNIADI – degli stagni e dei laghi.
3. NINFE DELLE MONTAGNE
  • OREADI – delle grotte.
  • NAPEE – degli anfratti e delle gole.
4. NINFE DEGLI ALBERI
  • AMADRIADI – dei boschi che, secondo le credenze antiche, nascevano e perivano con l’albero che era loro sacro.
    • DRIADI – delle querce.
    • MELIADI – dei frassini e con caratteristiche guerriere.
  • ALSEIDI – dei boschetti sacri.
5. NINFE DI LUOGHI SPECIFICI

Associate a particolari nomi topografici da cui prendono i l nome. Esempi:

  • ACHELOIDI
  • NISIADI
  • DODONIDI
  • LEMNIE
6. AGROSTINE

Protettrici dei campi coltivati.

7. EPIMELIDI

Ninfe delle greggi.

CULTO 
Il culto, a carattere locale, si svolgeva all’aperto o in piccoli santuari (ninfei) e i sacrifici offerti loro comprendevano piccoli animali (capretti, agnelli), latte e olio.
A Roma le ninfe erano collegate al dio Fontus, venerato il 13 ottobre, e un loro tempio si trova nel Campo Marzio:
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Il Campo Marzio centrale. Foto da F. Coarelli, Roma, Guide Archeologiche Laterza, Roma 2001, pp. 333.

Il tempio risale all’età repubblicana e in esso erano conservati gli archivi dei censori, con i nomi degli aventi diritto alle frumentationes (le distribuzioni gratuite di grano).

Sorgeva nella Villa Publica e, successivamente, fu inglobato nell’area dove in epoca imperiale sorse la Porticus Minucia Frumentaria, per poi essere distrutto  nell’incendio provocato da Clodio al fine di distruggere gli archivi (57 a.C.).

Il podio era rivestito di lastre di travertino e su di esso vi erano due colonne di perperino stuccato, con capitelli corinzi di travertino. Il muro della cella era in mattoni e appartiene ad un restaura di età domiziana.

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Il Tempio delle Ninfe. Foto da iviaggidiraffaella.blogspot.it.
ICONOGRAFIA

In genere le ninfe sono raffigurate come giovani figure femminili generiche da riconoscere, quindi,  in base al contesto iconografico.

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Priam Painter. Ninfe che si bagnano ad una fonte, Paralipomena 146.8TER (525-474 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

A.R.

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