Baciami, for ever!

pittore del bacio
Kiss Painter, frammento di coppa ARV² 177.1 (525-475 a.C.). Foto da Archivio Beazley.
6 luglio, auguri a tutti per il World Kiss Day!

Cos’è? È la giornata mondiale dedicata al bacio, una ricorrenza istituita nel 1990 in Gran Bretagna e diffusasi rapidamente ovunque. Sui social impazzano le foto di baci romantici, di quelli che rubano il fiato solo a guardarli, di gente quasi in apnea o di semplici e innocenti bacini sulle guance tra bimbi. E non parliamo dei post dedicati ai baci più famosi dei film hollywoodiani, celebre a tal proposito è la scena finale di “Nuovo Cinema Paradiso”!

Mmmm… e nell’antica Grecia o a Roma ? Scopriamolo insieme…

GRECIA

Ho già trattato i temi dell’amore, del sesso e dell’attrazione nell’antica Grecia nei post Sex & Drugs & Rock & Roll,  Il kóttabos ovvero il gioco dell’amore  e Bello, bellissimo, anzi… kalós! e moltissimi sono gli esempi del mito in cui protagonista è il sesso, violento o romantico che sia.

Sul bacio (φίλημα, filema) in particolare, invece, gli esempi sono più rari sia nel mito sia nell’iconografia.
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Kiss Painter, frammento di coppa ARV² 177.1 (525-475 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

Nel mito, contrariamente a quanto si possa immaginare, il bacio è spesso sinonimo di vendetta. I miti correlati sono quelli di:

  • Eros e Psiche

Psiche era una bellissima mortale e ben presto Afrodite ne divenne gelosa e volle punirla: inviò il figlio, Eros, a colpirla con le sue frecce in modo da farla innamorare dell’uomo più brutto della terra. Per sbaglio il giovane dio colpì lui stesso e si invaghì della giovane.

Era talmente bella da non riuscire a trovar marito tutti perché tutti i pretendenti si scoraggiavano al suo cospetto. Un oracolo profetizzò, quindi, che i genitori l’avrebbero dovuta agghindare come una sposa e portarla in cima ad una roccia perché lì un mostro l’avrebbe presa in moglie. Gli amorevoli (???) genitori ubbidirono. La ragazza, una volta rimasta sola, fu trasportata dal Vento in una valle sperduta. Si risvegliò nel giardino di un palazzo marmoreo e fu subito servita e riverita da una folta schiera di schiave, passando le sue giornate nel benessere e nello sfarzo. Ogni sera, però, il signore del palazzo, il mostro di cui l’oracolo profetizzò e ormai suo compagno, giaceva con lei. Il patto tra i due novelli amanti era che lei non avrebbe mai dovuto vedere il volto mostruoso del marito o lo avrebbe perso per sempre.

La nostalgia di casa bussò al cuore della giovane ben presto e così gli chiese di raggiungere per qualche giorno la sua famiglia per poi far ritorno da lui. Egli acconsentì. Grande festa e onori le furono tributati, ma le invidiose e gelose sorelle le suggerirono di venir meno al patto e guardarlo in viso.

Una volta fatto ritorno al suo palazzo, Psiche aspettò la notte per spiare il volto dell’amante dormiente. Gli si avvicinò con una lampada  e vide un bellissimo giovane. Una goccia d’olio bollente della lampada, purtroppo, cadde sul viso dell’amato che scappò per non far più ritorno, così come le era stato intimato all’inizio del matrimonio.

Ma chi era questo misterioso sposo? Era Eros, il dio dell’amore, in persona che voleva assolutamente consumare il suo amore per lei!
psyche
Psiche ed Eros dormiente. Gemma T122. Foto da Archivio Beazley.

Perso il suo amore, iniziò ad errare per il mondo ma nessun dio volle aiutarla. Afrodite, gelosa della sua bellezza e irata dell’affronto subito a causa della tresca col figlio in realtà inviato per punirla, la rapì e non ebbe alcuna pietà di lei nel sottoporla a terribili torture e fatiche.

Eros non riuscì a dimenticarla e così la salvò portandola sull’Olimpo e sposandola al cospetto degli dei. Zeus le donò l’immortalità e ben presto i rapporti con la suocera divina si appianarono.

E i baci in tutto questo? Eccoli: mentre Psiche errava per il mondo, Afrodite voleva punirla a tal punto che promise a chiunque le avesse portato la giovane ben sette baci divini. La notizia giunse a Psiche e, infatti, fu lei stessa ad andare dalla dea per chiedere pietà ma in cambio fu solo rapita e torturata.

  • Cassandra e Apollo

Cassandra era figlia dei sovrani di Troia, Priamo ed Ecuba. Giovane di splendida bellezza, fu oggetto della bramosia amorosa del dio Apollo. Egli le avrebbe donato capacità divinatorie se lei avesse ceduto alle sue lusinghe e così lei accettò ma, una volta appreso l’arte divinatoria e nonostante la natura divina di Apollo, Cassandra venne meno al patto. Terribile fu la vendetta del dio: Apollo le disse che si sarebbe accontentato di un solo bacio e così la donna si avvicinò incurante del pericolo. Non appena ella fu sufficientemente vicina, Apollo le sputò in bocca lasciandole sì il dono della profezia ma levando quello della persuasione. Ecco perché, nonostante Cassandra dicesse il vero ogni volta che profetizzava il futuro, nessuno le credette mai.

Ah se solo non avesse ingannato Apollo… Troia non sarebbe mai stata assediata ed espugnata, né lei stessa rapita e stuprata…ma questa è un’altra storia che prometto di approfondire in un altro post!
Visto come i baci nel mito sono in realtà mezzi di vendetta? Altro che amore…

 

E il bacio (osculum) a Roma?
ROMA

Sorrido e non posso non ricordare gli splendidi versi del carme 5 di Catullo:

«Dammi mille baci, poi cento,

poi mille altri, poi ancora cento,

poi altri mille ancora, e altri cento.

Poi, quando ne avremo raccolti molte migliaia,

li mescoleremo per non distinguerli,

o perché nessun malvagio ci possa invidiare,

nel momento in cui scoprirà che esistono così tanti baci.»

(Catull., carm. 5., 7-13. Trad. it. A.R.)

Ok, musa di questo carme era la fedifraga e frivola Clodia, moglie del proconsole Q. Metello Celere, che spezzò ripetutamente il cuore del poeta… ma suvvia, queste son solo quisquilie (forse non tanto per Catullo…). Rimaniamo, invece, concentrati sull’amore… LOVE!

Il sesso nell’antica Roma era vissuto in maniera differente rispetto al passato e, decisamente, rispetto ad oggi. Come ci si baciava, corteggiava e sposava?

A tal proposito ti consiglio assolutamente di vedere la puntata di Ulisse, il piacere della scoperta di Alberto Angela dal titolo Roma amor: come amavano gli antichi romani (ecco il link). Tanto di cappello, come sempre…

Un esempio di usanza nel matrimonio a Roma? La legge Ius Osculi (la “Legge del bacio”): essa stabiliva cha la moglie in casa doveva obbligatoriamente baciare il marito almeno una volta al giorno, perché attraverso il bacio si poteva capire se lei avesse bevuto e, quindi, cedere alla lussuria con un amante in quanto preda dell’alcool! 

Altre chicche? Fidati, rivedi la puntata!

Nell’arte romana splendidi sono, a mio avviso, due esempi scultorei in cui il bacio è protagonista:
  • l’Ara Grimani 

Costituiva, probabilmente, la base di una statua e presenta quattro facce decorate con soggetti dionisiaci. In una di esse sono rappresentati una menade di spalle e un satiro nell’atto di baciarsi.

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Ara Grimani, particolare. Fine I sec. a.C. Foto da museoarcheologicovenezia.com.
  • Leda e il cigno

Il gruppo scultoreo è una replica romana di II secolo d.C. da un originale greco di I secolo a.C.

Leda, regina di Sparta, fu una delle amanti di Zeus. Egli si unì alla donna assumendo le sembianze di un cigno e da questa alquanto singolare unione nacque la famosa Elena di Troia, nata per l’appunto da un uovo! Ma questa è un’altra storia, pardon… un altro post!

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Leda e il cigno. Gruppo scultoreo (II sec. d.C.). Foto da meravigliedivenezia.it.

Spero con questo articolo di non aver ucciso la fiamma romantica in ognuno di voi!

Ma la domanda sorge spontanea, miei cari followers: come posso concludere un articolo relativo ai baci? Trovato!

Kiss kiss kiss… anzi xxx,

A. R.

Che ne pensi di queste opere? ti è piaciuto questo articolo? vuoi condividere con me e gli altri utenti un tuo pensiero o un approfondimento? hai qualche curiosità in particolare?

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Ti sei perso qualche articolo? Nessun problema, vai sulla pagina Schema articoli del blog e cerca il mito o l’approfondimento che più ti interessa tra quelli già pubblicati… buona lettura!

 

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4 Commenti

  1. Interessantissimo. Mi viene in mente che il bacio del tradimento per antonomasia non è nella cultura greco-latina ma in quella cristiana: Giuda e Gesù. A tal proposito, la rappresentazione di questo fatto con più pathos in assoluto, a mio giudizio, è quella del Caravaggio, conservata alla National Gallery di Dublino.

    Se però vogliamo tornare al mito di Eros e Psiche, il Canova la vince su chiunque altro.

    1. “Interessantissimo”… wow! Grazie mille, davvero!
      Per quanto riguarda il bacio di Giuda, anch’io ritengo il dipinto del Caravaggio quello con più pathos in assoluto, pur non essendo uno dei miei preferiti del pittore.
      Per Eros e Psiche… beh, Canova senza ombra di dubbio, ma per esempio apprezzatissimi sono i dipinti “Amore e Psiche bambini” del Bouguereau e “Amore e Psiche” del Gerard: a mio parere, però, nel primo caso non c’è né passione travolgente né dolore e considerando che l’innocenza dei protagonisti non fa parte di questo mito, il quadro, seppur bellissimo, non mi coinvolge pienamente. Nel secondo, invece, adoro il particolare della veste di Psiche con quel gioco di trasparenze velate come pochi nella storia dell’arte, ma ammetto che non mi entusiasma. Di sicuro qualche critico d’arte mi crocifiggerà…
      Adoro, invece, il significato metafisico del mito e in questo certamente il dipinto del Gerard vince su tutti!

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