Il gioco delle bocce

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Foto da http://www.pisabocce.it/tag/petanque-pisa/

 

Recentemente ho letto un articolo dal blog De amore gallico dal titolo Il gioco delle bocce is for boys, le jeu de la petanque is for men. Un articolo davvero interessante che mi ha dato il la per crearne uno mio…

Oggi, anche grazie all’uso delle immagini dei reperti, approfondiremo insieme le antiche origini del gioco delle bocce e scopriremo come era praticato. 

ORIGINI

Nel 1961, nel sito neolitico di Catal Huyuk (Turchia), furono scoperte delle sfere in pietra e tracce della scia di rotolamento sul terreno. L’archeologo James Mellaart avanzò l’ipotesi di uno uso cultuale, ma se invece accogliamo l’ipotesi avanzata da altri studiosi, secondo i quali si tratterebbe di una forma primordiale del gioco, allora potremmo affermare che le prime tracce del gioco delle bocce risalirebbe al 7000 a.C.

In Egitto questa pratica ludica è maggiormente documentata in pitture murali, con scene di uomini che lanciano oggetti e pietre levigate di forma sferica, e in contesti funerari, dove sono stati rinvenuti questo tipo di oggetti nel corredo tombale.

GRECIA

Il gioco arrivò in Grecia intorno all’800 a.C.

Nelle fonti letterarie greche il gioco è attestato sin dall’epoca omerica, infatti nell’Iliade si legge che Achille e i suoi compagni, durante le ore di riposo, erano soliti far rotolare piccole sfere di pietra ().

In epoca classica il gioco era praticato con pietre e piastrelle e addirittura Ippocrate (come poi in epoca romana Claudio Galeno) lo consigliava a scopi salutistici senza limiti di età!

Nelle immagini vascolari greche molte sono le scene nelle quali appaiono palle per fini ludici. La percentuale maggiore sono quelle in cui figurano bambini, in genere accovacciati o carponi, ma non mancano anche esemplari con adulti, soprattutto donne. A mio parere, tuttavia, il gioco delle bocce non è rappresentato sulle immagini vascolari greche, ma invece largo spazio è dato al gioco della palla in generale.

Nella produzione ceramica spiccano le palle in terracotta. Non abbiamo sufficienti elementi per individuarle come esclusivamente bocce del gioco, ma di certo avevano fini ludici. Ho scelto per l’occasione l’esemplare presente nell’Archivio Beazley e conservato al Museum of fine Arts di Boston, inv. 63.119. Non mi limito a riportare la semplice foto, ma l’intera scheda, per farne apprezzare la bellezza e la complessità di un reperto all’apparenza semplice…

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Foto da Archivio Beazley.
ROMA

Il gioco raggiunse il massimo della diffusione e del consenso popolare a Roma. Persino il nome deriva dal latino bottia, “palla, boccia”.

Il gioco si diffuse in tutto l’impero anche grazie alla sua pratica da parte dei legionari romani durante le campagne militari (es. Gallia e Britannia).

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Giocatori di bocce. Foto da boccecaudera.com.

Ma in cosa consisteva il gioco per i Romani?  In pratica bisognava lanciare le pietre e farle avvicinare man mano ad un punto fisso prestabilito. Esistevano dei veri e propri bocciodromi, famoso è ad esempio quello di Pompei dove furono scoperti un pallino e otto bocce.

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Sulla destra, gioco con le bocce. Cubicolo, Villa del Casale  (Piazza Armerina – Enna). Foto da team-studio.it.

Furono, inoltre, proprio i Romani ad adottare le prime bocce in legno (pilis ligneis ludere).

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Boccia in legno. Foto da boccecaudera.com

Grazie alla lettura delle fonti possiamo affermare che non era un gioco esclusivamente popolare: Ovidio lo definisce il suo divertimento preferito durante l’esilio sul Mar Nero e l’imperatore Augusto in persona era solito praticarlo e possedeva un suo set personale con bocce in radica d’ulivo.

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4 Commenti

  1. Bellissimo questo post, come sempre ben documentato e interessante.
    Che sia salutare è proprio vero, io l’ho consigliato a mio marito, che ora va al bocciodromo tutti i pomeriggi, dopo la sua operazione al cuore e anche il suo cardiologo ne è rimasto contento.
    Buona serata e sempre grazie per questi bellissimi articoli.

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